Anno 2000, quando i computer hanno iniziato a divenire onnipresenti (ubiquitous computing).

dicembre 5, 2012 in Blog di Riccardo Genghini

Anno 2000, quando i computer hanno iniziato a divenire onnipresenti (ubiquitous computing).

Dal blog di Riccardo Genghini Digital Agreement

Farei una netta distinzione riguardo l’impatto della digitalizzazione, prima e dopo l’avvento dell’ubiquitous computing (1). Infatti, nel 2000 il WiFi, l’ADSL e l’UMTS incominciarono a essere commercializzati, facendo diventare, nel giro di pochi anni, l’interconnessione via computer la norma, mentre prima era piuttosto l’eccezione.

Prima del 2000 i computer erano interconnessi solo tramite le Local Area Network (LAN), di cui si ebbe la prima applicazione commerciale nel dicembre 1977 alla Chase Manhattan Bank di New York (2). Cosa fondamentale, nel 2000 la velocità di connessione a Internet crebbe drasticamente grazie all’ADSL su linee fisse e all’UMTS su linee mobili, cosicché divenne normale scaricare a una velocità di 8 Mbit/s (attraverso l’ADSL) e 384 kbit/s (tramite l’UMTS). Un grande passo in avanti, se comparato alla velocità massima di download precedente, pari a 56 kbit/s.

Internet, ossia Youtube, Facebook, Pinterest, Tumblr, così come li conosciamo oggi, non si sarebbero potuti utilizzare con una velocità di upload/download inferiore a quella disponibile oggi. Anche Twitter, che in teoria non richiede la banda larga, è così diffuso perché, pur essendo un social network “senza fronzoli”, tramite cui si comunica con messaggi di soli 140 caratteri (che si differenzia radicalmente dai social network multimediali ad alto volume di dati, come youtube o facebook), comunque offre la possibilità di postare immagini e link (che richiedono la banda larga).

La distinzione tra prima e dopo la diffusione dell’ubiquitous computing è arbitraria, così come è la scelta dell’anno 2000. Ai fini del ragionamento, tuttavia non importa se sarebbe più corretto datare l’ubiquitous computing al 1996 (anno molto improbabile in quanto il WiFi, l’UMTS e l’ADSL non erano ancora sviluppati) o al 2005 (anno in cui sicuramente vi era già una diffusione globale dei computer e degli apparati mobili). Ad ogni modo, l’anno 2000 è significativo perché rappresenta il primo anno di un nuovo millennio, e di una nuova era dell’informatica, grazie all’avvento dell’ubiquitous computing.

 

Nel 2000  vi erano meno di 400 milioni di utenti Internet e circa 500 milioni di abbonati alla telefonia mobile. Oggi abbiamo più di due miliardi di utenti Internet e più di sei miliardi di persone usano i telefoni cellulari http://www.itu.int/ITU-D/ict/statistics/.

(1)

L’onnipresenza della connettività a una velocità di upload/ download che permette l’uso dei computer e dei cellulari come facciamo oggi, divenne realtà a partire dal 2000, quando Internet aveva circa 400 milioni di utenti, molti dei quali vi accedevano a una velocità tra i 14.4 kbit/s e i 56 kbit/s.

La connettività onnipresente come la conosciamo e la usiamo noi oggi, cominciò nel 1999-2000 con la connessione ADSL a banda larga: lo standard ITU G.992.1, con velocità di download fino a 8 Mbit/ s e velocità di upload fino a 1 Mbit/ s: http://www.itu.int/rec/T-REC-G.992.1.

Fino al 1999 le connessioni Internet non erano più veloci di 56.6 kbit/s durante il download e di 36.6 durante l’upload (raccomandazioni ITU-T V.90 e V.92). Inoltre, l’ISDN aveva una velocità di download/upload di soli 128 kbit/s, per ogni connessione duplex (CCITT red book del 1988, poi una raccomandazione ITU-T e ora, fra gli altri uno standard formale europeo, l’ETSI EN 300485) www.etsi.org/deliver/etsi_en/300400_300499/300485/01.03.01_20/en_300485v010301c.pdf).

 

Anche per i dispositivi mobili, la connettività onnipresente divenne possibile dal 2000 con l’UMTS e poi con l’HSDPA: l’UMTS supporta un massimo teorico di velocità di trasferimento dati pari a 42 Mbit/s quando l’HSPA+ è implementato nella rete. Gli utenti di reti distribuite possono aspettarsi una velocità di trasferimento dati fino a 384 kbit/s per i telefoni cellulari  Release ’99 (R99), l’originale UMTS Release, e 7.2 Mbit/s per i cellulari HSDPA in collegamento downlink. Tali velocità sono significativamente maggiori rispetto ai 9.6 kbit/s di un singolo canale GSM con tecnologia “circuit switched data” a correzione di errore (o a canali multipli da 9.6 kbit/s in HSCSD o 14.4 kbit/s per canali in CDMAOne).

Dal 2006, le reti UMTS in molti paesi sono state potenziate con l’High Speed Downlink Packet Access (HSDPA), noto anche come 3.5G. Al momento, l’HSDPA permette velocità di trasferimento downlink fino a 21 Mbit/s. Si sta anche procedendo al miglioramento della velocità di trasferimento uplink mediante l’High-Speed Uplink Packet Access (HSUPA). Nel lungo termine, il progetto 3GPP Long Term Evolution (LTE) ha in programma di incrementare l’UMTS a una velocità di 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in upload, utilizzando una tecnologia cellulare di nuova generazione (4G) basata su orthogonal frequency-division multiplexing:      http://en.wikipedia.org/wiki/UMTShttp://www.etsi.org/website/technologies/umts.aspx  http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_access

 (2)

http://www.computerworld.com/s/article/9060198/The_LAN_turns_30_but_will_it_reach_40_

Le LAN erano diffuse al fine di condividere in una comunità locale di lavoro le risorse scarse di allora: lo spazio disco e le stampanti. La LAN Eternet è oggi uno standard gestito dall’ Institute of Electrical and Electronics Engineers: l’IEEE 802.3 http://standards.ieee.org/about/get/802/802.3.html

Il WiFi, noto nella comunità tecnica come IEEE 802.11 http://standards.ieee.org/about/get/802/802.11.html, ha contribuito a rendere utilizzate le reti LAN anche nell’ambiente domestico.